
Laddove una startup come MioMeal si propone di rivoluzionare il concetto di food delivery e di affermarsi nel mercato del food tech, i radar e la rete di BusinessAngels.Network – BAN e di Open Seed si sono attivati fin da subito.
Nata da un’esigenza personale e dall’intuizione del founder Marco Coscarella, MioMeal muove i primi passi già nel 2019, con l’obiettivo di offrire un’alimentazione salutare ai professionisti. Già nel 2020, la startup mostra segnali concreti di traction.
MioMeal viene quindi notata da Grownnectia , società di advisory e startup accelerator, che la inserisce nel programma Pay4Growth, attraverso il quale raccoglie investimenti. Lorenzo Ferrara , Presidente BusinessAngels.Network e CEO di Open Seed, oggi Nova Ventures, faceva inoltre parte della giuria dei Grownnectia Awards (rivedi qui la premiazione) contesto nel quale MioMeal viene premiata da Open Seed come startup selezionata per l’investimento, poi formalizzato in un momento successivo.
Da allora, la partecipazione in MioMeal resta nel portafoglio di Open Seed e, successivamente, con la fusione con il player milanese Seed Money → Nova Ventures confluisce insieme alle altre partecipazioni in Nova Ventures.
Oggi MioMeal può contare su sette anni di operatività: sette anni fatti di crescita, investimenti da parte di VC e business angel, difficoltà non trascurabili e risultati significativi. Del resto, è noto come alcune rigidità del sistema italiano non rendano il mestiere dello startupper tra i più semplici. A ciò si aggiunge la complessità di portare innovazione in un Paese unico per tradizioni culinarie, rituali e abitudini consolidate. Lanciare una startup food tech in Italia, insomma, non è affatto banale.
Come osserva Marco Coscarella, founder e CEO di MioMeal, “in Italia non tutte le aree geografiche mostrano la stessa responsiveness al food tech”. In particolare, l’adozione di soluzioni innovative appare più marcata nel Nord rispetto al Sud e ai contesti urbani più piccoli, dove prevale spesso un approccio più conservativo. Quella di MioMeal poteva apparire, agli occhi di molti, una sfida ambiziosa: introdurre innovazione tecnologica in un settore fortemente legato a tradizioni, preferenze e abitudini radicate.
Eppure, il mercato ha finito per premiare MioMeal, il suo founder, il team e i suoi investitori.
Tra questi spicca Daniel Pagnoni , manager e venture capitalist, che ha colto fin da subito il potenziale del progetto e il talento di Marco, entrando nel capitale di MioMeal nel 2025 e rafforzando ulteriormente la propria partecipazione nel 2026 con l’acquisizione della quota detenuta da Nova Ventures, operazione che ha consentito a quest’ultima di realizzare un ritorno pari a 3,5x sull’investimento iniziale.
Il motivo di questa scelta lo sintetizza così: quello di MioMeal “è un mercato con poca concorrenza; il prodotto e la catena del freddo sono giusti e il consumatore mostra un bisogno crescente di alternative healthy, saporite e a prezzo basso”. In altre parole, il management di MioMeal ha saputo vedere più lontano di altri: prima come first mover, con un iniziale modello B2C, poi evolvendo verso una struttura più scalabile, fino a includere anche il B2B.
Come sottolinea ancora Marco, “il modello B2B è più solido e prevedibile”, una caratteristica che contribuisce anche a rassicurare gli investitori sul fronte del ritorno atteso. MioMeal ha dimostrato lungimiranza anche nella fase iniziale del proprio percorso, evitando di inseguire da subito tutti gli elementi tipici di molte startup early-stage — sito, app, piattaforme, strumenti accessori — per concentrarsi invece sulla validazione immediata dell’idea di business attraverso la vendita ai clienti. Solo in un secondo momento si è proceduto a strutturare gli strumenti digitali.
“È l’esperienza imprenditoriale che fa la differenza e permette allo startupper di vendere subito ai clienti”, spiega Marco. La stessa esperienza ha guidato l’evoluzione dell’azienda: da un semplice sito per ordini a domicilio fino allo sviluppo e al deployment di smart fridge installati in contesti aziendali e connessi a un app dedicata, attraverso i quali rendere disponibile cibo salutare, nutriente e accessibile a prezzi competitivi.
Senza eccessi, senza azzardi inutili, ma con rischi calcolati e una resilienza evidente. “Oggi l’obiettivo, anzi la priorità”, osserva Daniel, “è piazzare quanti più smart fridge possibili in quante più aziende possibili”. Lo smart fridge rappresenta infatti oggi la soluzione di punta nell’offerta di MioMeal: il principale driver di valore della startup, capace di portare cibo healthy, nutriente, buono e accessibile all’interno di contesti corporate e startup. Anche la logica industriale di questa scelta è chiara. Come spiega ancora Daniel, con lucidità, l’obiettivo è costruire nei prossimi cinque anni “un business stimabile cinque volte quello di oggi, per poi fare la exit”.
Una prospettiva condivisa anche da Marco, che guarda a un possibile traguardo industriale attorno al 2030.